"Stiamo sempre peggio, non si va avanti. Ci ha uccisi tutti, quel giorno. La nostra vita è finita". Così Claudio Campanella sul passare dei giorni senza Sara, quella sorella "strappata" alla vita così brutalmente da non riuscire a darsi pace e da chiedere a gran voce giustizia.
"Sara non deve essere mai dimenticata, era un raggio di sole e noi lotteremo fino alla fine dei nostri giorni perché lei abbia giustizia". Per la giovane Messina era la sua seconda città, aveva anche iniziato a conoscere il dialetto, era il suo sogno concludere quì l'Università e laurearsi.
"Stiamo ricevendo molto affetto - dice Claudio - e questo ci dà forza, ringraziamo tutti, non abbiamo parole. Noi non sapevamo tutto quello che succedeva con questo collega, lei era fidanzata da 8 mesi con un altro ragazzo, quello che diceva - che si amava troppo per stare con chiunque - era la pura verità, era una ragazza seria, era sempre sorridente e siamo certi non abbia mai dato modo a questo mostro di avvicinarsi. Lo hanno confermato tutti che mia sorella non hai mai dato modo di pensare ad altro. Non è vero che mia sorella a sprazzi ricambiava il suo interesse.
Io voglio guardarlo in faccia, lui e tutti quelli che lo hanno aiutato. La mamma ha detto che lui è un bravo ragazzo, ma i bravi ragazzi sono altri, una brava ragazza era mia sorella che aiutava i compagni con disabilità, che incoraggiava i colleghi che avevano preso un brutto voto. Lui l'ha colpita alle spalle e ha pensato anche a come fuggire, questo non è da bravi ragazzi e per quanto mi riguarda sono cose che non si possono in alcun modo perdonare".
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