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Dispersione scolastica dato “rincuorante” a Messina

Un dato che desta meno preoccupazione del previsto, quello della cosiddetta dispersione scolastica in città e in provincia.

Questo non vuol dire che sia un fenomeno debellato, tutt’altro, ma che sicuramente il trend può essere definito in decremento. È stato questo il dato principale verso dalla prima riunione del nuovo osservatorio permanente per la dispersione scolastica che riunisce una ventina fra enti e portatori di interesse che devono tenere quotidianamente le luci ben accese quotidianamente su questa piaga della mancata formazione e frequentazione nelle scuole. L’indice di dispersione generale, che fa riferimento al primo quadrimestre di quest’anno e quindi a tutto gennaio - ha detto il provveditore agli studi di Messina Leon Zingales - si attesta fra lo 0,2 e lo 0,3%.

Un dato in netta discesa rispetto al passato, ma che resta comunque un tema caldo da affrontare, riprova ne sia la costituzione di questo osservatorio. Intanto occorre intendersi su che cosa sia la dispersione scolastica e su come debbano essere letti i numeri, hanno detto tutti i partecipanti al tavolo. Il riferimento per conoscere lo stato di dispesione scolastica e per il quale Messina è la migliore delle province siciliane in una ipotetica classifica di merito, è la somma degli evasori, cioè di chi non manda i figli a scuola, degli abbandoni, di chi lascia durante l'anno, e di chi supera la percentuale di assenze, e poi dei non ammessi all'anno successivo che è dato che si può ricavare solo a giugno. La dispersione scolastica implicita e quella esplicita, invece hanno parametti molt diversi e meno immediati. Un dato concreto che è emerso dal tavolo è quello che sono 12 gli alunni mai frequentanti da settembre ad oggi in una trentina di scuole della zona centro nord della città. Una cifra definita in evidente calo rispetto al passato.

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